
Pochissimi clienti cercano su Google il nome del vostro locale. Cercano quello che vogliono mangiare: «ramen senza glutine vicino a me», «menu vegano», «la migliore cacio e pepe del quartiere». Se ottimizzate solo la pagina iniziale mentre il menu resta chiuso dentro un’immagine o un PDF, per quelle ricerche non comparite.
La ricerca per piatto tratta ogni piatto come una pagina a sé, che si può trovare: nome, descrizione, indicazioni alimentari, fascia di prezzo, disponibilità. Testo e dati strutturati, non una foto da ingrandire. È così che si vince la ricerca specifica, quella che le parole chiave della pagina iniziale non riescono a intercettare.
Dal PDF al piatto che si trova
Un menu come immagine o come file da scaricare è praticamente invisibile ai motori di ricerca, e scomodo sul telefono. Quando ogni piatto esiste come pagina leggibile, la ricerca può mostrarlo a chi cerca proprio quello. È la differenza fra un banco in vetrina e uno scatolone chiuso.
Il testo vero aiuta le persone e la ricerca
Scrivete descrizioni chiare, con gli ingredienti veri, non un elenco di parole chiave messe in fila. Rispondete alle domande che altrimenti il cliente fa al cameriere: quanto è piccante, quanto è abbondante, se il piatto si presta da condividere. E mettete i filtri alimentari che corrispondono a come le persone cercano davvero. Quello che aiuta le persone aiuta anche la ricerca.
Mettere ordine fra le pagine doppie e vuote
L’errore più comune con le pagine dei piatti: una quantità infinita di pagine quasi identiche, nate dalle combinazioni di filtri e aggiunte. Questo confonde i motori di ricerca e diluisce la vostra visibilità. Decidete con criterio quali pagine devono farsi trovare e date a ognuna un indirizzo chiaro e fisso. Poi collegate i piatti alle loro categorie e alle pagine delle sedi, invece di riempire il piè di pagina di link buttati a caso.
I 7 errori più comuni
- Il menu come immagine o PDF, che nessun motore di ricerca riesce a leggere.
- Ottimizzare solo la pagina iniziale, lasciando i piatti invisibili.
- Mettere in fila parole chiave invece di scrivere descrizioni vere.
- Pagine quasi identiche a non finire, generate dalle combinazioni di filtri.
- Nessun indirizzo fisso per le pagine dei piatti.
- Disponibilità non aggiornata: la pagina mostra piatti già finiti.
- La pagina del piatto è un vicolo cieco, senza un percorso verso l’ordine.
Come far trovare ogni piatto
Domande frequenti
Perché il mio menu in PDF non basta per la ricerca?+
Le pagine dei singoli piatti portano davvero più clienti?+
Come evito le pagine doppie e vuote?+
La pagina del piatto deve anche portare all’ordine?+
Dal piatto all’ordine
Quando le persone cercano il cibo, devono trovarlo da voi, con un percorso chiaro verso l’ordine. Pagine dedicate e leggibili per ogni piatto, tutte dalla stessa fonte, trasformano il menu in contenuto che la ricerca può mostrare. E trasformano la ricerca specifica in un ospite seduto al vostro tavolo. Quello che Google indicizza diventa esattamente quello che esce dalla cucina.





